30 settembre 2015
PROCESSO AL LEGNO: TANTE FASI PER UN PRODOTTO UNICO
Per diventare pavimento che può essere posato nelle nostre case, il legno deve passare diverse fasi di lavorazione, che assicurano conformità alle norme e miglior resa finale.
In particolare, come abbiamo descritto nel precedente articolo, dopo il taglio si procede con la stagionatura degli elementi ricavati dai tronchi.
Nella fattispecie, i tronchi vengono tagliati nel bosco dalle aziende forestali, suddivisi in tavole e successivamente in elementi dalle segherie che si trovano sempre nello stato di appartenenza. 
Il Rovere proviene soprattutto dai boschi della Slavonia e le segherie si possono trovare in Croazia e Bosnia Erzegovina.

Durante la fase di stagionatura, che può durare qualche mese, il legno scende da un livello di umidità del 80/90% (al momento del taglio) a circa il 25%.
Questo abbassamento ci permette di poter inserire gli elementi tavolati negli essiccatoi, grandi forni che emettono aria calda a circuito controllato per poter portare l’umidità del legno al livello desiderato.
L’essiccazione avviene per lo più attraverso due tecniche distinte: a forno o sottovuoto. Nel primo caso gli elementi vengono inseriti in ambienti con flussi di aria calda e secca, mentre nella seconda modalità il legno è posto in ambienti che ricreano condizioni di vuoto termico, che permette l’evaporazione dell’acqua a basse temperature.
Il processo di essiccazione porta l’umidità del materiale ad un valore di circa l’8%, quando cioè può essere utilizzato nella composizione dei pavimenti in legno.

A questo punto le tavole di legno possono essere suddivise in lamelle dello spessore di 4.5 mm circa, e successivamente calibrate per essere incollate a formare pavimenti multistrato.
I principali formati commercializzati in Italia possono essere divisi tra pavimenti in legno massiccio, a spessore regolare e profilo costante (l’elemento in legno è composto da un unico blocco) e pavimenti multistrato, dove l’elemento è costituito da un’anima formata da più strati tra loro incollati.
Per arrivare a comporre i nostri tavolati prefiniti, gli elementi di lamelle vengono incollati con colla vinilica, tradizionalmente su supporto multistrato di betulla fenolica, che conferisce maggior qualità al prodotto finale.
In particolare, il supporto inferiore ha la finalità di mantenere il pavimento indeformabile, contrastandone la naturale tendenza allo spostamento e garantendo proprietà di resistenza e robustezza elevate.
Nel caso in cui il legno presenti irregolarità o nodi si procede con la stuccatura delle imperfezioni (qualora necessaria), e con la calibratura finale delle tavole, ormai già diventate composti multistrati.
È prevista quindi la lavorazione del materiale con la fase di scorniciatura, dove vengono ricreati gli incastri che permetteranno la posa del parquet. In gergo professionale, tali incastri sono comunemente chiamati “maschio” (la parte sporgente) e “femmina” (la parte rientrante ed incavata).

Ora il nostro pavimento è pronto per essere prodotto e rifinito secondo i gusti e le esigenze del cliente, scegliendo tra una vasta gamma di finiture e lavorazioni.
È importante osservare che nella scelta del pavimento giocano un ruolo essenziale non solo il gusto personale, ma anche il tipo di locale, le condizioni ambientali, la funzionalità e la consistenza del legno.
Infatti, a seconda delle variabili in gioco, si propenderà per un diverso tipo di essenza e realizzazione.
Approfondiremo questo aspetto nel prossimo articolo, dove oltre ad analizzare le diverse tipologie ed essenze dei pavimenti in legno, vedremo quale legno è funzionale ai diversi tipi di ambiente.

Non perdere il prossimo appuntamento, ti aspettiamo!