Dietro le quinte del parquet: dal tronco al prodotto finito

Dietro le quinte di un parquet artigianale: il viaggio dal tronco al prodotto finito

Dietro le quinte di un parquet artigianale: il viaggio dal tronco al prodotto finito - Triveneta Parchetti

Un parquet artigianale nasce molto prima di arrivare in cantiere. Dietro ogni doga ci sono una materia prima scelta con cura, tempi di lavorazione rispettati e mani esperte che seguono il legno in ogni passaggio.

A Cordignano, dove produciamo parquet dal 1980, tutto il processo è realizzato internamente: dalla lavorazione dell’elemento semilavorato grezzo fino alla finitura. Seguiamo il viaggio del legno, dal bosco al pavimento di casa, attraverso le fasi della lavorazione del parquet.

Indice dei contenuti

  1. La materia prima: tutto comincia dal bosco
  2. L’essiccazione, il momento chiave
  3. Taglio e selezione delle cartelle, pezzo per pezzo
  4. Il supporto e la profilatura
  5. Lavorazioni e finiture: la mano dell’artigiano
  6. Domande frequenti sul parquet artigianale

La materia prima: tutto comincia dal bosco

Il viaggio parte dal tronco, in filiere tracciate e rinnovabili. Da lì arrivano in azienda tavole, frise ed elementi già ricavati dal legno, che vengono controllati all’ingresso.

La scelta dell’essenza è precisa: per il rovere solo Rovere di Slavonia, per il noce solo il migliore, europeo o americano canaletto, e per le essenze tropicali solo legno da fonti rinnovabili e certificate.

Prima delle lavorazioni il legno ha bisogno di tempo: asciugatura naturale e una prima stabilizzazione lo preparano alle fasi successive.

L’essiccazione, il momento chiave

Così come l’enologo sceglie la propria liqueur d’expédition, o il maestro spillatore odora il profumo del prosciutto prima di dare il suo placet, l’essiccazione è il momento chiave per la riuscita di un buon parquet.

La «ricetta» viene gestita ogni giorno in funzione dell’umidità e del tempo atmosferico, perché il legno risponde all’ambiente in cui si trova. È un sapere che si è tramandato in famiglia: il fondatore, nonno Ciso, ha passato il testimone di questa fase ad Alessandro, che oggi guida l’azienda.

Un’essiccazione ben condotta rende il legno stabile e affidabile nel tempo, ed è la base su cui poggiano tutte le lavorazioni successive.

Taglio e selezione delle cartelle, pezzo per pezzo

Una volta stabilizzato, il legno viene tagliato in cartelle: sono loro a formare lo strato nobile, la parte in vero legno che si vede e si calpesta.

In questa fase si decidono il formato, la scelta estetica e la personalizzazione di ogni cartella. Il controllo è manuale, pezzo per pezzo, e dimensioni e spessori possono essere realizzati su richiesta del progetto.

È qui che il rovere viene suddiviso nelle diverse scelte, dalla senza nodi ai tavolati, secondo le caratteristiche naturali di ogni tavola e i criteri della normativa UNI EN 13489.

Il supporto e la profilatura

Lo strato nobile viene incollato su un supporto in multistrato di betulla fenolico, con fresature precise al decimo di millimetro e una tessitura fine, senza schegge. Questa struttura, alla base delle nostre collezioni a due strati, garantisce stabilità dimensionale, durata nel tempo e sicurezza in fase di posa.

Seguono la profilatura e la maschiatura. Nascono qui gli incastri che uniscono una doga all’altra, precisi e ripetibili, per una posa rapida e accurata.

Lavorazioni e finiture: la mano dell’artigiano

L’ultima parte del viaggio è quella che dà al pavimento il suo carattere. Le lavorazioni superficiali, eseguite anche a mano, comprendono spazzolatura, decapatura, piallatura a macchina, piallatura a mano e a mano meccanica, seghettature e finto tarlo. Ognuna dà al legno una texture diversa, dalla più sobria alla più materica.

Dopo le lavorazioni è il momento della finitura, che valorizza l’essenza e ne migliora la protezione e la durata. Per le finiture impieghiamo materiali come oli, resine e cere di origine vegetale o animale, e il reparto è seguito da Marco, della terza generazione della famiglia.

Dopo i controlli finali il pavimento è pronto per la posa, con la tracciabilità di ogni passaggio, dalla materia prima alla finitura.

Domande frequenti sul parquet artigianale

Cosa rende artigianale un parquet? Il fatto che ogni fase sia seguita da persone esperte: la scelta della materia prima, l’essiccazione, il controllo manuale delle cartelle e le lavorazioni superficiali, eseguite anche a mano. In Triveneta Parchetti tutto il processo, dal semilavorato grezzo alla finitura, avviene in azienda.

Perché l’essiccazione è così importante? Perché rende il legno stabile prima delle lavorazioni. Viene gestita ogni giorno in base all’umidità e al tempo atmosferico, come una ricetta, ed è la base per la riuscita di un buon parquet.

Cos’è lo strato nobile di un parquet? È la parte in vero legno che si vede e si calpesta. Nei parquet a due strati viene incollato su un supporto in multistrato di betulla fenolico, che garantisce stabilità dimensionale e durata nel tempo.